La Cop28: punti, accordi e anche disaccordi
Cosa sono le Cop? A che cosa servono?
Per rispondere occupiamoci dell’ultima, la Cop28. Si tratta del ventottesimo incontro che annualmente
riunisce le nazioni impegnate ad affrontare il problema del cambiamento climatico.
Questa volta tra novembre e dicembre 2023, i rappresentanti di 198 nazioni si sono trovati a Dubai,
capitale degli
Emirati Arabi, per accordarsi sul Global Stock Take, vale a dire, in parole semplici, per stabilire come i Paesi
devono comportarsi per azzerare le emissioni che alterano il clima.
Si sa entro quando si raggiungerà questo obiettivo?
La data fissata è il 2050, ma non c’è la certezza che sarà rispettata perché gli accordi presi durante la Cop28
non
obbligano i vari Paesi a rispettarli.
Si è inoltre stabilito il principio secondo il quale ci sono “responsabilità comuni ma differenziate”, vale a dire
che tutti hanno la responsabilità di ridurre (se non azzerare) le emissioni (eliminazione graduale del carbone
e taglio deciso del metano entro il 2030), ma non nella stessa misura perché i Paesi hanno esigenze e
tempi diversi.
Per esempio i Paesi in via di sviluppo e la Cina non sono obbligati a cominciare dal 2025 a ridurre le
emissioni perché questo rallenterebbe lo sviluppo economico necessario a migliorare il loro benessere.
Si parla anche di altre energie?
Naturalmente. Entro sette anni si dovranno triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza
energetica degli impianti attuali. Questo tuttavia porterà alla riduzione delle emissioni solo se non
aumenteranno quelle legate ai combustibili fossili. Esemplare è il caso della Cina: è il primo paese nello
sviluppo dell’energia pulita, ma anche nell’emissione di carbonio.
Eolico, idroelettrico, solare: nient’altro?
Alla Cop28 si è parlato anche di altre tecnologie: metodi per la cattura e lo stoccaggio della CO2 che
però la maggior parte degli scienziati ritiene inefficaci nel breve periodo; “combustibili di transizione”
di cui tuttavia non si dice nulla di preciso; nucleare.
Nucleare?
Sì. La speranza più grande per arrivare ad azzerare le emissioni entro il 2050 è quella dello sviluppo
della fusione nucleare che però difficilmente si avrà prima di 15 anni, troppi visto quanto è urgente
intervenire per affrontare le gravi condizioni del nostro pianeta. Senza dimenticare poi che il nucleare
non è alla portata di tutti.
[rielaborazione di Nicolò, Alessandro, Davide, Sofia, Anita, Alice, Mattia, Marco, Giorgio,
Giada, Camilla, Giulia, Alessia, Gioele, Mirco, classi 2D e 2E]