L’orrore di Birkenau
Lunedì
25 novembre noi classi terze della scuola media di Nese abbiamo fatto una telefonata
a Sami Modiano, un anziano signore sopravvissuto alla Shoah, per ascoltare la sua
testimonianza.
L’anno
scorso avevamo già lavorato su dei video in cui lui raccontava le sue
esperienze, e dopo averci riflettuto abbiamo preparato delle domande che gli
avremmo rivolto. Abbiamo scelto le più significative e interessanti.
Prima
dell’incontro ne ho parlato con mio papà che mi ha detto di ascoltare
attentamente le sue parole e di portargli rispetto, senza ridere. Mi ha
raccontato alcune cose che sapeva e che ha scoperto sullo sterminio degli ebrei
tramite dei documentari, che sono davvero terribili. Ad esempio una sera ha
visto un’intervista in cui un sopravvissuto raccontava che ogni giorno nel
campo passava un carretto per raccogliere i morti e la gente ancora viva ci si
buttava sopra perché non ce la faceva più a vivere in quel modo.
Lunedì
ero un po’ agitata perché ero consapevole che sarebbe stato un momento
significativo e che mi sarei ricordata di quella chiamata per sempre: una
situazione del genere capita una sola volta nella vita.
Alle
9:30 circa siamo andati in un’aula vicina al laboratorio di scienze e abbiamo
telefonato a Modiano. Lui è stato molto contento di sentirci.
Mentre i
compagni gli porgevano le domande, Sami voleva conoscere i nostri risultati
scolastici, sapere come va in famiglia, inoltre ci dava consigli importanti
come abbracciare di più i nonni e i genitori e di studiare sempre. È stato
molto dolce.
Una cosa
che mi ha colpita è che a Birkenau Modiano ha incontrato un ragazzo con cui ha
legato parecchio tanto che tra loro nel campo è nata un’amicizia. Sono riusciti
a salvarsi entrambi e hanno testimoniato insieme le esperienze che hanno
vissuto.
Modiano
in occasione di alcune domande si commoveva perché queste esperienze hanno
segnato la sua vita e sono indelebili nella sua mente.
Io mi
sono emozionata molto alle sue parole, infatti ho pianto per quasi tutto il
tempo. Un po’ immaginavo che avrei reagito così perché gli anziani mi fanno
tenerezza.
Le cose
che mi hanno commossa di più sono stati i consigli che ci dava e quando lui
piangeva.
Non ho
visto nessuno dei miei compagni emozionarsi particolarmente e non capisco come
abbiano fatto. Magari dentro di loro erano tristi.
Non sono
riuscita a capire alcune cose. Per esempio come mai i tedeschi erano così violenti
contro gli ebrei? Perché proprio loro? Inoltre non sapevo che molti nazisti
fossero fuggiti, sfuggendo così alla condanna.
Io sono
stata felice di sentire Modiano. Come mi aspettavo, parlare con lui è stato ben
diverso che ascoltare le interviste.