giovedì 12 dicembre 2024

“MAESTRA, MA VIENI ANCHE TU NELLA SCUOLA NUOVA?"

 

“Maestra, ma vieni anche tu nella nuova scuola?”

Una mattina, durante una conversazione nel circle time nella quale si stava parlando del trasloco nella nuova scuola, una bambina, con aria un po' preoccupata, ha fatto questa domanda.

Lì per lì ha suscitato divertimento tra i compagni/e ed un sorriso nella maestra.

Ma ripensandoci a distanza di giorni, quelle poche parole che al momento avevano creato qualche risata nel gruppo, hanno assunto un significato diverso, perché ci hanno offerto l’opportunità di riflettere su come i bambini e le bambine pensano e vivono la realtà.

In primo luogo, ci hanno confermato l’importanza delle relazioni all’interno di un rapporto educativo. La maestra rappresenta un punto di riferimento, una guida, una certezza ed un sostegno da un punto di vista psico-affettivo. 

Dietro quel “Ma vieni anche tu nella scuola nuova?” abbiamo letto il bisogno di sentirsi accompagnati nell’affrontare una situazione nuova.

Anche se non sempre le esplicitano, i bambini formulano ipotesi e si pongono domande su ciò che accade. E questi pensieri possono suscitare emozioni e sensazioni diversificate e a volte contrastanti: se da un lato ci sono la gioia e la curiosità nei confronti di una novità, dall’altro ci sono la paura nell’affrontare l’ignoto e il dispiacere di lasciare qualcosa di caro.

La scuola dell’infanzia “Rosa Franzi” è stata, soprattutto per mezzani e grandi che la frequentano da due o più anni, una seconda casa.

Per questo motivo le insegnanti, nonostante le normali fatiche organizzative che un trasloco comporta, stanno prestando particolare attenzione e cura a questa fase di passaggio.

Da un punto di vista cognitivo stanno sollecitando la curiosità dei bambini e delle bambine, accogliendo le loro riflessioni, sostenendo la formulazione di ipotesi e promuovendo il confronto e le verbalizzazioni in gruppo: Come saranno le classi? Ma ci sarà il giardino? Dove mangeremo? Avremo ancora i nostri giochi?




Da un punto di vista emotivo stanno accompagnando i bimbi e le bimbe a vivere il distacco da uno spazio fisico, affettivo, simbolico e relazionale che ha avuto un ruolo importante nella loro crescita. Oltre a porre le basi per sviluppare la sicurezza e la tranquillità necessarie per affrontare il mondo (grazie alla strutturazione di routine consolidate), ha permesso di vivere esperienze significative che rappresentano un bagaglio prezioso per la definizione del sé.



Il lavoro di riordino, di smistamento e di imballaggio di giochi e materiali, vissuto ove possibile con i bimbi/e, diventa strumento educativo per favorire operazioni logico matematiche (seriare, classificare, collegare) e linguistiche (identificazione e scrittura di simboli…).





Infine, ma non da ultimo, le maestre stanno lavorando anche sul proprio vissuto. Lasciare un posto di lavoro in cui si è state per anni, gestire in corso d’anno un secondo ambientamento in un contesto assolutamente nuovo, costruire nuove routine in uno spazio molto bello ma ancora non conosciuto, ipotizzare proposte educativo-didattiche partendo da ipotesi e non ancora da dati di realtà, non è né facile né scontato.

 

Ma con il sostegno reciproco, un po' di ironia e tanta fiducia stanno lavorando insieme per vivere e per far vivere ai bambini il più serenamente possibile questo momento atteso da tempo.

Purtroppo abbiamo dovuto fare delle scelte. Quest’anno, per ovvi motivi, non siamo riuscite ad organizzare il tradizionale momento della Festa di Natale.

Ma ci rifaremo il prima possibile nella nuova scuola, dove avremo modo di condividere tanti momenti belli con i nostri bambini, le nostre bambine, le loro famiglie e la comunità di Alzano.




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