“Maestra, ma vieni anche tu
nella nuova scuola?”
Una mattina, durante una
conversazione nel circle time nella quale si stava parlando del trasloco nella
nuova scuola, una bambina, con aria un po' preoccupata, ha fatto questa
domanda.
Lì per lì ha suscitato
divertimento tra i compagni/e ed un sorriso nella maestra.
Ma ripensandoci a distanza di
giorni, quelle poche parole che al momento avevano creato qualche risata nel
gruppo, hanno assunto un significato diverso, perché ci hanno offerto
l’opportunità di riflettere su come i bambini e le bambine pensano e vivono la
realtà.
In primo luogo, ci hanno confermato l’importanza delle relazioni all’interno di un rapporto educativo. La maestra rappresenta un punto di riferimento, una guida, una certezza ed un sostegno da un punto di vista psico-affettivo.
Dietro quel “Ma vieni anche tu nella scuola
nuova?” abbiamo letto il bisogno di sentirsi accompagnati nell’affrontare una
situazione nuova.
Anche se non sempre le
esplicitano, i bambini formulano ipotesi e si pongono domande su ciò che accade.
E questi pensieri possono suscitare emozioni e sensazioni diversificate e a
volte contrastanti: se da un lato ci sono la gioia e la curiosità nei confronti
di una novità, dall’altro ci sono la paura nell’affrontare l’ignoto e il
dispiacere di lasciare qualcosa di caro.
La scuola dell’infanzia “Rosa
Franzi” è stata, soprattutto per mezzani e grandi che la frequentano da due o
più anni, una seconda casa.
Per questo motivo le insegnanti,
nonostante le normali fatiche organizzative che un trasloco comporta, stanno prestando
particolare attenzione e cura a questa fase di passaggio.
Da un punto di vista cognitivo stanno
sollecitando la curiosità dei bambini e delle bambine, accogliendo le loro
riflessioni, sostenendo la formulazione di ipotesi e promuovendo il confronto e
le verbalizzazioni in gruppo: Come saranno le classi? Ma ci sarà il giardino? Dove
mangeremo? Avremo ancora i nostri giochi?
Il lavoro di riordino, di
smistamento e di imballaggio di giochi e materiali, vissuto ove possibile con i
bimbi/e, diventa strumento educativo per favorire operazioni logico matematiche
(seriare, classificare, collegare) e linguistiche (identificazione e scrittura
di simboli…).
Ma con il sostegno reciproco, un
po' di ironia e tanta fiducia stanno lavorando insieme per vivere e per far
vivere ai bambini il più serenamente possibile questo momento atteso da tempo.
Purtroppo abbiamo dovuto fare
delle scelte. Quest’anno, per ovvi motivi, non siamo riuscite ad organizzare il
tradizionale momento della Festa di Natale.
Ma ci rifaremo il prima possibile
nella nuova scuola, dove avremo modo di condividere tanti momenti belli con i
nostri bambini, le nostre bambine, le loro famiglie e la comunità di Alzano.




