“Non Dimenticate”
Non lo dimenticherò mai.
Non dimenticherò mai il momento in
cui l’anziana voce di un uomo, incontrato al telefono, mi mandava un abbraccio.
A
me.
Chi sono io? Nessuno, e di certo non
abbastanza importante per ricevere le affettuose parole di Modiano. Lui, che
alla mia età è stato deportato, che ha visto l’Inferno. Lui che ha visto i suoi
cari portati via, uno dopo l’altro.
Lui si è rivolto a me.
Non pensavo di meritare questa
fortuna.
La Shoah gli ha tolto tutto. Eppure
nella sua voce, mentre dedicava un pezzetto di sé a ciascuno di noi, non c’era
risentimento, solo un grande affetto.
Un uomo spezzato dai suoi simili,
che riesce ancora a guardarli con amore e speranza.
Questa è la sua incredibile forza.
Sami Modiano, ragazzo ebreo di Rodi
deportato a Birkenau, uomo vissuto a lungo nel silenzio, anziano che con la sua
testimonianza cambierà il mondo.
Mentre rispondeva alle nostre
domande, le sue parole si imprimevano nella mia anima, dove rimarranno per
sempre.
“Perchè
ti senti in colpa, Sami? Non è una colpa essere sopravvissuto. Se molti Ebrei
sono morti è solo a causa di quel mostro che era il Nazismo. Ti prego, non
soffrire per questo”
Volevo piangere, ma mi sono
trattenuta.
“Non
è giusto” gridava il mio cuore.
Un ragazzino, che viveva la sua
vita, strappato ad essa e costretto ad un dolore tanto forte da non andare più
via.
Perché le ferite del corpo si
rimarginano.
Ma quelle del cuore e dell’anima restano
aperte, a ricordarti che non sarai mai come gli altri.
Lui l’ha detto, ha detto che non può
essere come tutti gli altri. Anche se lo desidera. E che nessuno mai dovrà
essere ferito come è stato ferito lui.
“Caro
Sami, tu non sei come noi. Sei più forte, più speciale. Sei un uomo dal cuore
ferito, ma non hai mai permesso che ti fosse completamente spezzato…”
Io, con tutto il cuore, spero che le
nostre voci, i nostri abbracci e le nostre lacrime siano rimasti in lui, ancora
più potenti di quel dolore che lo tormenta.
Che le sue parole e quelle di tutti
i sopravvissuti all’Olocausto non siano perdute, per nessuna ragione.
Che sia ricordato che lo sterminio
degli ebrei c’è stato, ed il suo spettro è ancora presente e minaccia di
ritornare, se non siamo abbastanza attenti.
Non si commetta di nuovo l’errore,
come si fece in passato, di non credere, perché portarsi dentro il dolore nel
silenzio fa ancora più male.
Perciò, mi rivolgo a chiunque legga
questo mio scritto: vi prego, non dimenticate.
Mai.
Non dimenticate i milioni di ebrei
strappati violentemente alla loro vita.
Non dimenticate il loro dolore.
Non dimenticate le loro lacrime.
Non dimenticate le voci dei
sopravvissuti, perché la loro missione è testimoniare.
Non dimenticate di raccontare questa
storia, la loro storia, perché il silenzio non può e non deve riportare
quell’orrore.
“I
vostri occhi non devono vedere mai, mai, MAI, quello che hanno visto i miei”.
Grazie, Sami. Di tutto quello che mi
hai trasmesso.
Sofia
3D