lunedì 9 dicembre 2024

 

“Non Dimenticate”

Non lo dimenticherò mai.

Non dimenticherò mai il momento in cui l’anziana voce di un uomo, incontrato al telefono, mi mandava un abbraccio.

A me.

Chi sono io? Nessuno, e di certo non abbastanza importante per ricevere le affettuose parole di Modiano. Lui, che alla mia età è stato deportato, che ha visto l’Inferno. Lui che ha visto i suoi cari portati via, uno dopo l’altro.

Lui si è rivolto a me.

Non pensavo di meritare questa fortuna.

La Shoah gli ha tolto tutto. Eppure nella sua voce, mentre dedicava un pezzetto di sé a ciascuno di noi, non c’era risentimento, solo un grande affetto.

Un uomo spezzato dai suoi simili, che riesce ancora a guardarli con amore e speranza.

Questa è la sua incredibile forza.

Sami Modiano, ragazzo ebreo di Rodi deportato a Birkenau, uomo vissuto a lungo nel silenzio, anziano che con la sua testimonianza cambierà il mondo.

Mentre rispondeva alle nostre domande, le sue parole si imprimevano nella mia anima, dove rimarranno per sempre.

“Perchè ti senti in colpa, Sami? Non è una colpa essere sopravvissuto. Se molti Ebrei sono morti è solo a causa di quel mostro che era il Nazismo. Ti prego, non soffrire per questo”

Volevo piangere, ma mi sono trattenuta.

“Non è giusto” gridava il mio cuore.

Un ragazzino, che viveva la sua vita, strappato ad essa e costretto ad un dolore tanto forte da non andare più via.

Perché le ferite del corpo si rimarginano.

Ma quelle del cuore e dell’anima restano aperte, a ricordarti che non sarai mai come gli altri.

Lui l’ha detto, ha detto che non può essere come tutti gli altri. Anche se lo desidera. E che nessuno mai dovrà essere ferito come è stato ferito lui.

“Caro Sami, tu non sei come noi. Sei più forte, più speciale. Sei un uomo dal cuore ferito, ma non hai mai permesso che ti fosse completamente spezzato…”

Io, con tutto il cuore, spero che le nostre voci, i nostri abbracci e le nostre lacrime siano rimasti in lui, ancora più potenti di quel dolore che lo tormenta.

Che le sue parole e quelle di tutti i sopravvissuti all’Olocausto non siano perdute, per nessuna ragione.

Che sia ricordato che lo sterminio degli ebrei c’è stato, ed il suo spettro è ancora presente e minaccia di ritornare, se non siamo abbastanza attenti.

Non si commetta di nuovo l’errore, come si fece in passato, di non credere, perché portarsi dentro il dolore nel silenzio fa ancora più male.

Perciò, mi rivolgo a chiunque legga questo mio scritto: vi prego, non dimenticate.

Mai.

Non dimenticate i milioni di ebrei strappati violentemente alla loro vita.

Non dimenticate il loro dolore.

Non dimenticate le loro lacrime.

Non dimenticate le voci dei sopravvissuti, perché la loro missione è testimoniare.

Non dimenticate di raccontare questa storia, la loro storia, perché il silenzio non può e non deve riportare quell’orrore.

“I vostri occhi non devono vedere mai, mai, MAI, quello che hanno visto i miei”.

Grazie, Sami. Di tutto quello che mi hai trasmesso.

Sofia 3D

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