“Siamo tutti uguali ma io sono diverso” Sami Modiano
Sami Modiano è nato a Rodi.
Aveva 13 anni quando venne strappato dalla sua
famiglia e portato nei campi di sterminio, perché colpevole di essere ebreo.
Ora ha 94 anni (chi è sopravvissuto all'inferno non
può che vivere a lungo!)
Dopo essere stato liberato Sami non volle
testimoniare, probabilmente per non rivivere il dolore fatto emergere da quei
ricordi, ma poi si convinse e cominciò a raccontare al mondo quello che i
nazisti facevano nei campi di sterminio.
Molti altri sopravvissuti come lui hanno testimoniato
perché volevano far capire alle nuove generazioni quanto erano terribili i
campi di sterminio in modo che una cosa simile non possa accadere mai più.
Questa iniziativa didattica l’abbiamo iniziata l'anno
scorso ad aprile, quando il professore ci ha caricato in classroom dei video
invitandoci a riflettere su quello che avremmo visto e sentito. All'inizio,
quando ho visto quant’erano lunghi, non avevo voglia di vederli, però era
obbligatorio così ho iniziato subito… e presto ho capito che si trattava di una
cosa veramente importante, che mi ha colpito non negli occhi o nella testa, ma
nel cuore.
Dai video dovevamo ricavare delle domande, alle quali
oggi siamo riusciti ad avere le risposte, perché il professore è riuscito a
metterci in contatto telefonicamente con Modiano.
Fin dalle prime parole si è capito subito che è una
persona gentile e che tiene a noi. Dopo qualche saluto abbiamo cominciato a
porgergli le domande; prima che gliele facessimo lui ci teneva a sapere il
nostro nome e qualcosa di noi (la nostra età, i risultati a scuola, ...).
Io gli ho rivolto questa domanda: “Come è stato possibile che i tedeschi, un
popolo di grande civiltà e cultura, abbia creato un mostro come il nazismo?“.
Prima che gli ponessi la domanda mi ha chiesto hi
fossero le persone a cui sono più legato e io ho risposto subito i miei nonni.
Ha voluto sapere se intendevo il nonno o la nonna e ho risposto: “Nonno”. Mi ha
chiesto il nome e gli ho detto che si chiama Dino. Quando alla fine mi ha detto
di dargli un abbraccio da parte sua io stavo per piangere perché mio nonno è
morto due anni fa.
Quando il nostro compagno Moaad ha fatto la sua
domanda, Modiano, sentendo il suo nome musulmano, ha ripetuto ad alta voce
questa frase: “Siamo tutti uguali!”
Durante la chiamata ha ripetuto più volte questa
frase, ma poi, quasi a contraddirsi, ha detto anche che lui è diverso. Ho
pensato parecchio a queste parole, perché sono quelle che più mi hanno colpito
di più anche perché sembrano affermazioni opposte, e sono giunto alla
conclusione che prima di essere portato a Birkenau Modiano era uguale a noi, ma
ne è uscito diverso. Questo fa capire quanto terribile sia stata quella
esperienza e quanto è stato fortunato.
Ringrazio chi ha reso possibile questa conversazione
perché mi rendo conto che noi saremo una delle ultime generazioni ad avere
l'onore di parlare con chi ha davvero vissuto quei terribili momenti. Per
questo ci dobbiamo impegnare a trasmettere il messaggio di Sami a quelli che
non potranno sentirlo direttamente da lui.