lunedì 9 dicembre 2024

 “Siamo tutti uguali ma io sono diverso” Sami Modiano

 

Sami Modiano è nato a Rodi.

Aveva 13 anni quando venne strappato dalla sua famiglia e portato nei campi di sterminio, perché colpevole di essere ebreo.

Ora ha 94 anni (chi è sopravvissuto all'inferno non può che vivere a lungo!)

Dopo essere stato liberato Sami non volle testimoniare, probabilmente per non rivivere il dolore fatto emergere da quei ricordi, ma poi si convinse e cominciò a raccontare al mondo quello che i nazisti facevano nei campi di sterminio.

Molti altri sopravvissuti come lui hanno testimoniato perché volevano far capire alle nuove generazioni quanto erano terribili i campi di sterminio in modo che una cosa simile non possa accadere mai più.

Questa iniziativa didattica l’abbiamo iniziata l'anno scorso ad aprile, quando il professore ci ha caricato in classroom dei video invitandoci a riflettere su quello che avremmo visto e sentito. All'inizio, quando ho visto quant’erano lunghi, non avevo voglia di vederli, però era obbligatorio così ho iniziato subito… e presto ho capito che si trattava di una cosa veramente importante, che mi ha colpito non negli occhi o nella testa, ma nel cuore.

Dai video dovevamo ricavare delle domande, alle quali oggi siamo riusciti ad avere le risposte, perché il professore è riuscito a metterci in contatto telefonicamente con Modiano.

Fin dalle prime parole si è capito subito che è una persona gentile e che tiene a noi. Dopo qualche saluto abbiamo cominciato a porgergli le domande; prima che gliele facessimo lui ci teneva a sapere il nostro nome e qualcosa di noi (la nostra età, i risultati a scuola, ...).

Io gli ho rivolto questa domanda: “Come è stato possibile che i tedeschi, un popolo di grande civiltà e cultura, abbia creato un mostro come il nazismo?“.

Prima che gli ponessi la domanda mi ha chiesto hi fossero le persone a cui sono più legato e io ho risposto subito i miei nonni. Ha voluto sapere se intendevo il nonno o la nonna e ho risposto: “Nonno”. Mi ha chiesto il nome e gli ho detto che si chiama Dino. Quando alla fine mi ha detto di dargli un abbraccio da parte sua io stavo per piangere perché mio nonno è morto due anni fa.

Quando il nostro compagno Moaad ha fatto la sua domanda, Modiano, sentendo il suo nome musulmano, ha ripetuto ad alta voce questa frase: “Siamo tutti uguali!”

Durante la chiamata ha ripetuto più volte questa frase, ma poi, quasi a contraddirsi, ha detto anche che lui è diverso. Ho pensato parecchio a queste parole, perché sono quelle che più mi hanno colpito di più anche perché sembrano affermazioni opposte, e sono giunto alla conclusione che prima di essere portato a Birkenau Modiano era uguale a noi, ma ne è uscito diverso. Questo fa capire quanto terribile sia stata quella esperienza e quanto è stato fortunato.

Ringrazio chi ha reso possibile questa conversazione perché mi rendo conto che noi saremo una delle ultime generazioni ad avere l'onore di parlare con chi ha davvero vissuto quei terribili momenti. Per questo ci dobbiamo impegnare a trasmettere il messaggio di Sami a quelli che non potranno sentirlo direttamente da lui.

Davide & Gioele 3E

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