Costruiamo la pace, persona dopo persona, scelta dopo scelta.
La pace non nasce da sola. Non è solo un’idea o una parola scritta nei libri. La pace è da costruire, giorno dopo giorno, grazie a scelte precise e al coraggio delle singole persone. Nel corso del nostro lavoro di cittadinanza abbiamo incontrato uomini e donne che hanno dimostrato che anche nei momenti più difficili è possibile seminare dialogo, rispetto e fiducia. Persone che sono stati esempi concreti di come la pace possa essere costruita con gesti, idee e determinazione. Questo articolo vuole farvi conoscere brevemente le storie di alcune persone che, con le loro azioni, hanno contribuito a costruire un mondo più giusto e più umano. Persone da cui dovremmo imparare.
Malala Yousafzai è nata il 12 luglio 1997 a Mingora ed è un’attivista pakistana che combatte per il diritto all’istruzione per le donne nel suo paese. Nel 2011 è stata candidata all' International Children’s Peace Prize, sembra andare tutto bene, la sua voce si iniziava a sentire, fino a quando il 9 ottobre 2012 a 15 anni è stata ferita alla testa da dei talebani armati sul bus mentre tornava a casa da scuola per fortuna è sopravvissuta
Il 10 ottobre 2014, solo 2 anni dopo all’attacco dai talebani, le fu assegnato il Premio Nobel per la pace, diventando la più giovane vincitrice a soli 17 anni. Costretta a scappare dal Pakistan si rifugiò in Inghilterra, dove fondò un'associazione (Malala Fund) e pronunciò diversi discorsi per l'Onu.
Malala ha scritto un libro intitolato , “IO SONO MALALA”, nel quale racconta la sua vita.
Malala è una persona da cui prendere spunto perché è stata molto determinata nel far sentire a tutto il mondo la sua idea, e anche dopo gli attacchi terroristici che ha subito ha continuato a credere nella sua idea e nella giustizia. Noi dobbiamo imparare da lei a essere persone forti e a non mollare mai, anche se la vita ci mette delle difficoltà davanti. Bisogna trovare soluzioni, provare, ma anche se si sbaglia o si perde, tirarsi su e riprovare. Proprio come ha fatto Malala.
Mohandas Gandhi (1869–1948) trasformò la lotta per la libertà in una missione spirituale. Nel 1915, divenne il leader del movimento d'indipendenza dove scelse di non usare le armi, scelse gesti simbolici dirompenti. Nel 1930 guidò la celebre Marcia del Sale, percorrendo a piedi 380 km per raccogliere illegalmente una manciata di sale contro il monopolio britannico.
Nonostante i numerosi arresti e i lunghi periodi di prigionia, la sua pressione morale portò l'India all'indipendenza nel 1947. Tuttavia, Gandhi non riuscì a evitare la sanguinosa scissione tra India e Pakistan. Pochi mesi dopo la vittoria, nel 1948, fu assassinato da un fanatico indù che non gli perdonava l'apertura verso i musulmani. Oggi è ricordato come il simbolo universale della pace e della resistenza pacifica.
Gandhi è per noi una persona da cui prendere spunto e imparare a risolvere i conflitti, i problemi senza utilizzare violenza quindi quando litighi non c’è bisogno di alzare la voce o di mettere le mani addosso perché così non si creano ponti ma muri imponenti e massicci e difficili da far cadere. Per questo ricorda che, quando non sei d’accordo con una persona, non devi pensare subito che hai ragione ma devi cercare di capire per quale ragione quella persona sostiene quella cosa e se c’è bisogno farle capire dove, secondo te, sta sbagliando ma con modi costruttivi e pieni di rispetto.
Da Gandhi dobbiamo imparare ad utilizzare - solo e per sempre - mezzi costruttivi e pacifici sia nel lavoro che nella scuola, con la famiglia, nello sport.
Papa Giovanni XXIII è passato alla storia come il "Papa Buono" per la sua straordinaria umanità e semplicità. Fu eletto pontefice nel 1958 in quello che molti ritenevano un "papato di transizione" data la sua età avanzata. Al contrario, il suo operato fu rivoluzionario: nel 1962 inaugurò il Concilio Vaticano II, un evento monumentale che aprì le porte della Chiesa alla modernità e al dialogo con il mondo contemporaneo. Oltre al suo impegno per la pace mondiale - celebre la sua mediazione durante la crisi dei missili di Cuba e l'enciclica Pacem in Terris - è ricordato per gesti di grande vicinanza al popolo. Il suo "Discorso della Luna", improvvisato la sera dell'apertura del Concilio, resta una delle testimonianze di fede e dolcezza più toccanti del Novecento. È stato proclamato Santo da Papa Giovanni XXII è chiamato anche papa buono perché solo con il suo modo di comunicazione è riuscito a fermare la guerra fredda tra America e Russia.
È stato molto coraggioso nell’impegnarsi a ritrovare la calma e la serenità parlando con diplomazia e anche lui è una persona da cui prendere spunto per imparare a parlare come ha fatto lui.
Jorge Mario Bergoglio (1936–2025), nato a Buenos Aires da una famiglia di immigrati piemontesi, è stato il primo Papa sudamericano e il primo gesuita a salire al soglio pontificio. Eletto il 13 marzo 2013, scelse il nome di Francesco in onore di San Francesco d'Assisi, simbolo di povertà e pace. Il suo pontificato è stato una "rivoluzione della misericordia": ha messo al centro le periferie del mondo, i migranti e la cura dell'ambiente (celebre l'enciclica “Laudato sii”), cercando di svecchiare la Curia e rendere la Chiesa più inclusiva. Tra i momenti più rilevanti della sua guida si ricorda la preghiera solitaria in Piazza San Pietro che era deserta durante il lockdown del 2020, immagine simbolo di speranza durante la pandemia. Dopo 12 anni di pontificato segnati da riforme coraggiose e numerosi viaggi apostolici in ogni continente, Papa Francesco si è spento il 21 aprile 2025 all'età di 88 anni.
Papa Francesco è una persona che ha seguito una vita umile, come il santo da cui ha preso spunto, e nel corso dell’incarico da pontefice ha costruito ponti tra paesi, ha pregato per la pace nel mondo, per i poveri. Dobbiamo imparare che quando ci troviamo in una posizione importante è essenziale rimanere umili ed essere rispettosi nei confronti delle altre persone: solo così inizieremo a costruire ponti e pace.
Durante il nostro percorso per un mondo di pace abbiamo conosciuto molte associazioni, formate da persone che quando hanno visto altre persone o un altro intero popolo non si sono fermate alle differenze culturali, bensì hanno colto altro. Tutto questo le associazioni lo fanno per realizzare il sogno di tutti che è la pace, perché non accada che in futuro se chiederete ad un bambino di disegnare il mondo lo disegni grigio e cupo o rosso di sangue, ma colorato e felice, come noi che da bambini abbiamo potuto ammirarlo.
Ci siamo concentrati solo su alcune associazioni:
Mean, ovvero Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, è un progetto con uno scopo specifico di costruzione della pace e di assistenza umanitaria in Ucraina. MEAN è promossa da Soggetti Nazionali della Società civile. Questo movimento promuove la pace abbattendo ogni forma di violenza e portando speranza dove non c'è, attraverso GIUBILEO UCRAINA, MEAN è formata da volontari che non cercano guadagni materiali, ma la speranza e il benessere in Ucraina che, come sappiamo è in guerra, che sta distruggendo scuole ospedali ma soprattutto la speranza di avere la pace nel proprio paese a migliaia o forse milioni di persone, tutto ciò è inaccettabile per questo MEAN continua lottare per ucraina
La Rete Italiana Pace e Disarmo nasce il 21 settembre 2020 dalla unificazione di due movimenti entrambi sostenitori del disarmo e della pace: la Rete della Pace (fondata nel 2014) e la Rete Italiana Disarmo (fondata nel 2004). Lo scopo è quello di creare insieme la pace, di darsi degli obiettivi comuni. Sì, perché la pace non si crea con la violenza, ma con l’unificazione e il dialogo. Per questo dobbiamo essere noi i primi a cercare e creare pace nella vita quotidiana, con piccole e semplici azioni, come non rispondere subito scontrosamente, ma cercando di capire la situazione dell’altra persona, perché solo così inizieremo a costruire ponti. Partendo da questo ragionamento, l’associazione lotta collettivamente per la pace e il disarmo. Nella convinzione, anche, che fabbricare armi sia il primo passo per una cultura di guerra e violenza.
Emergency, ovvero un’associazione umanitaria nata nel 1994 da Gino Strada per portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà. Ne fanno parte volontari, medici e sostenitori e tuttora fornisce cure gratuite. Abbiamo infatti visto che in questo preciso istante ci sono persone specializzate in Palestina e Israele a lottare contro la guerra, cercando di salvare tutte le persone ferite dai bombardamenti o dai conflitti. Esiste una campagna di Emergency che si basa sull’articolo 11, chiamata R1PUD1A. R1PUD1A è un'iniziativa nazionale che promuove una cultura di pace basandosi sull'Articolo 11 della Costituzione italiana: "L'Italia ripudia la guerra". Attiva nelle scuole, nei comuni e nella società civile, la campagna sensibilizza sul rifiuto netto dei conflitti armati e sostiene la diplomazia. Il nome, con le due "i" sostituite da "11", simboleggia il richiamo costituzionale.
RUniPace è la Rete delle Università italiane per la Pace promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane ufficialmente presentata il 10 dicembre 2020. Ad essa aderiscono gli Atenei che per promuovere la pace si ispirano alla Costituzione, alla Carta delle Nazioni Unite, ai Trattati istitutivi dell’Unione Europea, all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, al Consiglio d’Europa. Ne fanno parte 75 università italiane che si impegnano a diffondere la pace; infatti lo scopo di RUniPace è promuovere una cultura della pace all'interno delle università italiane, attraverso la ricerca, la formazione e la terza missione, favorendo un approccio non violento alla risoluzione dei conflitti e il rispetto dei diritti umani.
la FRA contribuisce ad applicare Carta dei diritti fondamentali per tutti i cittadini dell'UE. Sì perché l’Unione Europea non è nata per rendere gli stati più forti o potenti ma per collaborare per costruire le città rase al suolo dopo la 2a guerra mondiale e per aiutarsi nei momenti difficili. Dovremmo essere orgogliosi di renderci conto della fortuna di vivere sotto carte ufficiali che parlano dei nostri diritti e di godere di un'associazione che si occupa di controllare l’applicazione della carta dei diritti fondamentali.
Questi i nostri approfondimenti sulla pace. Crediamo che sarebbe bello provare a riscrivere i libri di storia dando spazio anche alle scelte di pace e di bene e non solo sempre alle guerre!