Filosofia e responsabilità per costruire un futuro sostenibile
Nel corso dell’anno scolastico, noi ragazzi e ragazze della classe 2A abbiamo affrontato e approfondito diversi temi importanti e attuali, che riguardano da vicino la nostra vita quotidiana e il mondo in cui viviamo. Attraverso attività, progetti e momenti di riflessione, ci siamo impegnati a comprendere meglio argomenti come l’ambiente, lo spreco alimentare, la pace, la filosofia e la giustizia.
Questo percorso ci ha permesso non solo di acquisire nuove conoscenze, ma anche di sviluppare una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità. Per condividere ciò che abbiamo imparato, abbiamo realizzato dei cartelloni informativi e interattivi, che verranno esposti nel paese per coinvolgere anche altre persone su questi temi.
Questi sono gli argomenti che abbiamo trattato:
- Filosofia: facendo un percorso di un quadrimestre con la nostra professoressa di italiano lavorando molto su temi come il tempo e la felicità
- Giustizia: discutendone in classe con la nostra professoressa nelle ore di filosofia e sperimentando in un gioco la teoria della giustizia di Rawls
- Pace: partecipando all’iniziativa organizzata dalla scuola nella mattinata del 4 ottobre 2025 per celebrare la necessità della pace e elaborando lettere per alcuni potenti della terra per ricordare loro la bellezza della pace.
- Ambiente: partecipando all’accademia degli ambasciatori della giustizia climatica di plant for the planet e parlandone in classe
- Spreco alimentare: facendo un percorso sul cibo sprecato nella nostra mensa, cercando di capire come poter ridurre gli sprechi in mensa e nella vita e partecipando all’iniziativa Donacibo.
Alla fine di tutti questi approfondimenti, abbiamo deciso che volevamo anche essere dei cittadini attivi e quindi abbiamo progettato dei cartelloni che parlano di queste tematiche che poi attaccheremo nel paese, così che chi passa e li vede possa leggere e giocare comprendendo meglio questi temi. Ora, approfondiremo meglio questi argomenti.
Imparare a guardare da punti di vista diversi e a pensare insieme
Quest'anno abbiamo fatto un laboratorio di filosofia che, attraverso la lettura di albi e delle domande, aveva lo scopo di farci riflettere su chi siamo veramente, su cosa vogliamo, su cosa significa abitare il tempo e vivere in pienezza….
Ci siamo chiesti, ad esempio, chi siamo noi, cioè cosa è che fa di un io esattamente quell’io, con quella identità, quel modo di essere, quel vissuto, quelle aspirazioni… Abbiamo tracciato ciascuno il sentiero della sua vita. E poi ci siamo chiesti se tutte queste cose dicono davvero chi è una persona o se invece resta qualcosa di misterioso e ulteriore. E cosa ci permette di dire che, pur invecchiando e cambiando anche consistentemente, una persona è ancora e sempre se stessa.
Ci siamo chiesti cosa è il tempo secondo noi, espresso in minuti, ore ma anche in ricordi e quindi emozioni. Ci siamo chiesti se siamo noi ad abitare il tempo, se è lui che ci attraversa e ci trasforma, se non esiste ma è solo il nostro divenire… Se esiste solo un tempo individuale o anche un tempo comune e condiviso.
Abbiamo riflettuto sul fatto che l’essere umano cerca un senso per la propria vita e che spesso pensa sia la felicità, ma magari crede di ottenerla inseguendo soldi e cose materiali, mentre probabilmente ne troverebbe di più nelle relazioni e nell’amore. Ci siamo chiesti se si può essere felici facendo il male o se felicità e bontà stanno a braccetto, come dicono diversi pensatori.
Attraverso il confronto e i nostri racconti, abbiamo cercato di dare alcune risposte. Durante il laboratorio ci siamo confrontati, abbiamo pensato e analizzato, discusso e abbiamo scoperto che le cose si possono guardare da diversi punti di vista.
Abbiamo infine trattato in particolare il tema della giustizia chiedendoci se le regole della nostra societa’ siano veramente giuste per tutti. E se è possibile trovare delle regole che possano mettere d’accordo davvero tutti. Abbiamo fatto l’esempio di persone che, vivendo in situazioni disagiate, non hanno gli stessi diritti di persone più fortunate e allora ci siamo chiesti: ma perché chi ha più bisogno o e’ più in difficoltà non ha leggi che lo proteggono e lo possono aiutare? Quindi, le leggi valgono davvero per tutti nello stesso modo?
Fortune o meriti?
Prospettive sulla giustizia
La giustizia è una delle basi fondamentali di uno Stato, senza di essa, infatti, spesso si generano conflitti e tensioni che possono sfociare anche in guerre. Il concetto di giustizia è multidimensionale e può essere analizzato da diverse prospettive: etica, filosofica e religiosa. Dal punto di vista etico, riguarda ciò che è giusto o sbagliato nei comportamenti umani; da quello filosofico, implica riflessioni su equità, diritti e doveri; mentre nella dimensione religiosa è spesso legata a valori morali universali come il rispetto, la solidarietà e la compassione.
La giustizia è anche un elemento essenziale per il raggiungimento della pace. Solo in una società in cui vengono garantite pari opportunità, dignità e diritti a tutti gli individui è possibile costruire una convivenza armoniosa. In assenza di giustizia, invece, si creano disuguaglianze profonde che alimentano divisioni e conflitti. Questo vale anche spostando il ragionamento da una società all’intero pianeta. Se non c’è giustizia e pari dignità non può esserci pace.
Purtroppo, la giustizia non è ancora una realtà diffusa in tutto il mondo. Questo è evidente sia nelle guerre attualmente in corso sia in eventi storici del passato. Un esempio significativo è il sistema dell’apartheid in Sudafrica, che ha imposto per decenni una rigida segregazione razziale. In questo contesto, figure come Nelson Mandela hanno lottato per affermare i principi di uguaglianza e giustizia, contribuendo alla fine di un regime profondamente ingiusto.
In conclusione, la giustizia non è solo un ideale astratto, ma una condizione concreta e necessaria per garantire stabilità, pace e sviluppo nelle società umane. Promuoverla e difenderla significa costruire un futuro migliore per tutti.
Abbiamo provato ad immaginare, secondo quanto suggerisce il filosofo Rawls nel suo Teoria della giustizia, di dover decidere insieme le regole della società senza sapere nulla di chi saremo una volta che appariremo nel mondo. Ci siamo cioè collocati in una posizione originaria nella quale, coperti dal Velo di ignoranza che impedisce di sapere se saremo maschi o femmine, ricchi o poveri, sani o malati, abili o disabili, bianchi o neri, europei o africani… , abbiamo pensato a delle regole per la nostra società che ci “piacerebbero” in ogni caso, cioè giuste. E’ stato un gioco interessante perché ha reso evidente che nessuno ha merito per dove nasce e che tutti hanno diritto ad essere tutelati, dato che io potrei essere chiunque.Ci è venuto da chiederci se alcuni politici, tanto prepotenti e arroganti e, ci vien da dire, razzisti, abbiano mai riflettuto su queste cose.
Beati i costruttori di pace
Quest’anno abbiamo lavorato molto anche sul tema della pace, un argomento che per noi è diventato sempre più importante e attuale. Purtroppo, nel mondo di oggi sono in corso più di 56 conflitti, segno che non tutti hanno ancora compreso davvero cosa comporti una guerra: non solo scontri tra eserciti, ma soprattutto morte, dolore, distruzione e sofferenza per milioni di persone innocenti.
Per questo motivo abbiamo celebrato la pace in una giornata interamente dedicata alla pace (vedi articolo già pubblicato il 2 dicembre 2025): abbiamo recitato poesie in diverse lingue, realizzato striscioni colorati e letto insieme l’articolo 11 della Costituzione Italiana, che è l’unico articolo che inizia con l’Italia piuttosto che con la Repubblica, come aveva ampiamente sottolineato Roberto Benigni in una sua presentazione della costituzione.
Abbiamo deciso di approfondire le storie di alcune figure che hanno dedicato la loro vita alla promozione della pace, come il Mahatma Gandhi, che ha lottato con la nonviolenza per l’indipendenza dell’India, come Malala Yousafzai o come Papa Francesco, che ogni giorno invitava al dialogo e alla solidarietà tra i popoli.
Ci siamo soffermati anche sul lavoro di diverse associazioni che operano concretamente per costruire la pace, come EMERGENCY, il MEAN - Movimento Europeo di Azione nonviolenta, la Rete Italiana Pace e Disarmo, che promuovono la pace attraverso iniziative di sensibilizzazione e azioni non violente.
Inoltre, abbiamo analizzato alcuni dei conflitti attuali più importanti, come la Guerra in Ucraina, il genocidio nella Striscia di Gaza, la guerra in Siria o in Sudan. Non immaginavamo certo che Trump e Netanyahu avrebbero fatto scoppiare anche la guerra in Iran e creato tutti i problemi che stiamo vedendo.
Successivamente abbiamo scritto delle lettere a figure istituzionali e politiche come Giorgia Meloni, Sergio Mattarella, il papa, Donald Trump, Vladimir Putin, Zelensky, Netanyahu e il sindaco in cui li abbiamo invitati a riflettere su quanto la guerra sia una tragedia per tutti.
È stata un’esperienza molto significativa, che ci ha uniti in uno scopo comune e ci ha fatto capire che, anche se siamo giovani, insieme possiamo contribuire a cambiare le cose, partendo da piccoli gesti quotidiani e da una maggiore consapevolezza.
L'ambiente è malato.
Il pianeta ha la febbre.
Noi ragazzi e ragazze facciamo parte di un’organizzazione internazionale riconosciuta dall’ONU che si chiama Plant For the Planet. Plant for the Planet è stata fondata da un ragazzo più o meno della nostra età di nome FELIX. Si tratta di un associazione globale che lavora al ripristino degli ecosistemi forestali per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità. Tutti noi ci siamo formati partecipando a una giornata chiamata ACCADEMIA in cui ci hanno spiegato il cambiamento climatico e l’importanza di creare una situazione planetaria di giustizia intesa come pari opportunità per tutti nell’accesso alle risorse (merenda dei popoli). Successivamente ci siamo dedicati alla piantumazione di alcuni alberi insieme ai ragazzi del liceo Amaldi, al laghetto di Nembro.
Il clima del pianeta è sempre cambiato in modo lento e naturale, invece oggi sta cambiando in modo estremamente veloce principalmente a causa dell'aumento dei gas serra ( CO2 e metano) nell'atmosfera, dovuto alle varie attività umane (combustibili fossili, deforestazione). Le conseguenze sono: lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare, le alluvioni, la siccità e gli uragani molto più frequenti e intensi. In sintesi, è come se la Terra avesse la febbre e noi stessimo cercando di capire come farla scendere riducendo le emissioni inquinanti. Ma bisogna SPICCIARSI!!!
E smettiamola di sprecare il cibo!
Le nostre professoresse quest'estate hanno passato un mese in Malawi e, quindi, al rientro a scuola hanno pensato di farci riflettere e agire in relazione allo spreco di cibo. In particolare allo spreco in mensa, ma non solo. Nella nostra mensa, una grande quantità di cibo finisce nei cestini: piatti lasciati a metà, pane non finito, frutta nemmeno assaggiata o usata per giocare.
Eppure quel cibo ha richiesto tempo, lavoro, acqua, energia e denaro per arrivare fino al nostro vassoio! Sprecarlo significa contribuire a problemi ambientali enormi: più spreco vuol dire più rifiuti, più inquinamento e più risorse naturali consumate inutilmente. Il cibo che, a livello mondiale, non viene consumato, utilizza circa il 30% dei terreni agricoli globali, 250 km cubici di acqua dolce ed emette otre 3 miliardi di tonnellate di CO2. Comporta habitat trasformati, specie selvatiche messe sotto pressione, risorse naturali sprecate, fertilizzanti e pesticidi immessi nell'ambiente, energia consumata.Inoltre significa mancare di rispetto a chi ha fame nel mondo. E' una questione non solo di rispetto, ma anche di giustizia: mentre alcune persone faticano a procurarsi un pasto, altre ne sprecano senza pensarci. Ridurre lo spreco è un modo concreto per rendere il mondo un po’ più giusto e solidale.
Per farlo, bastano piccoli gesti: chiedere porzioni adeguate, finire quello che si ha nel piatto, condividere se possibile il cibo avanzato, pianificare gli acquisti, non esagerare con le offerte, fare attenzione alle scadenze, congelare con criterio... Anche in mensa abbiamo rivisto diverse pratiche per riuscire a ridurre gli sprechi: abbiamo cambiato i posti, in modo che i gruppi di amici non si condizionino in negativo, abbiamo anticipato il secondo che è il piatto meno gradito e quindi va mangiato quando si ha più fame, il pane non è in tavola e neppure la frutta e si vanno a prendere se si intende mangiarli, gli avanzi vengono ritirati da una collega il cui marito ha una azienda agricola con gli animali. Sembra che la situazione sia davvero migliorata. Poi verificheremo con delle pesate ad hoc.
Mangiare con consapevolezza è un atto di responsabilità — verso chi produce, verso chi ha meno e verso il pianeta che ci nutre e vorrebbe nutrire tutti.
Noi ragazzi di 2A della secondaria di Alzano
RISPOSTE AL QUIZ del pannello sullo spreco:
Lo spreco alimentare:
1- a
2- c
3- a/b
4- a
5- b
6- e